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Scopri tutte le chicche e i dietro le scene del nostro rebranding. Goditi l'intervista al nostro CEO e alla nostra Graphic Designer! Creabit si rinnova! 50% della percezione positiva in più da parte del pubblico 64% della notorietà in più per le aziende che fanno rebranding Leggi ora!

Creabit si rinnova: ecco il nostro Rebranding!

5 Dicembre 2025

Ogni brand, prima o poi, sente il bisogno di evolvere.
Non per moda, ma per coerenza con il cambiamento. È da questa consapevolezza che nasce il rebranding di Creabit, l’agenzia di comunicazione e advertising con sede a Roma che da oltre 15 anni accompagna aziende e professionisti nella crescita digitale.

Un nuovo logo, una palette colori più attuale, un tono di voce più deciso: ogni elemento racconta un’evoluzione strategica. Questo non è solo un cambio estetico, ma un passaggio naturale verso un’identità che rispecchia ciò che oggi Creabit è diventata — un partner completo per la comunicazione digitale delle aziende.

Cos’è davvero un rebranding e perché è importante

Il termine rebranding viene spesso confuso con un semplice restyling grafico. In realtà, è molto di più.
Un rebranding significa riposizionare un’azienda, ridefinire la sua personalità e comunicare meglio i suoi valori nel mercato attuale.

Un rebranding efficace può aumentare la percezione di affidabilità di un’azienda e migliorare il coinvolgimento del pubblico. E questo è fondamentale: secondo uno studio di Amra & Elma, l’81% dei consumatori ha bisogno di fidarsi di un brand prima di prendere in considerazione l’acquisto.

Nel caso di Creabit, questo processo ha avuto un obiettivo chiaro: trasmettere innovazione, dinamismo e autenticità, restando fedele alle proprie radici di agenzia creativa nata nel cuore di Roma.

Ma prima di iniziare… scorri la barra qui sotto per vedere il vecchio e il nuovo logo!

Un’identità visiva più moderna e riconoscibile

Per Creabit, il rebranding è stato una dichiarazione di crescita: l’agenzia non è più solo un punto di riferimento per il web design o la gestione social, ma un partner strategico di comunicazione integrata, capace di unire creatività, dati e tecnologia.

Un logo che parla il linguaggio dell’innovazione

Il nuovo logo Creabit è il simbolo di un’agenzia che evolve.
Linee pulite, font che richiama i pixel e un bilanciamento tra chiarezza e creatività, i valori che da sempre guidano il lavoro del team.
Il risultato è un marchio più leggibile, riconoscibile e adattabile a tutti i canali digitali — dai social media alle campagne pubblicitarie.

Logo esteso e logomark: la coppia indispensabile per un brand davvero riconoscibile

Nel processo di rebranding è fondamentale progettare più versioni del logo, in particolare quella estesa orizzontale e quella quadrata (correttamente definita logomark).

Il logo orizzontale è ideale per contesti in cui serve massima leggibilità — come intestazioni di siti web, materiali informativi o presentazioni — perché permette di mostrare per intero nome e payoff.

Il logomark, invece, è essenziale per l’universo digitale: la forma quadrata si adatta perfettamente alle immagini profilo dei social, alle favicon, alle app e a tutti quei formati dove lo spazio è molto ridotto.

Avere entrambe le versioni del logo non è un dettaglio grafico: significa garantire al brand versatilità, coerenza visiva e riconoscibilità in ogni contesto — dal feed di Instagram alla homepage di un sito corporate.

Ecco l’esempio del logomark applicato al nostro profilo Instagram:

creabit

Una palette colori che racconta identità, carattere e innovazione

Il rebranding di Creabit si riconosce subito dalla sua palette cromatica essenziale ma distintiva, costruita attorno a due elementi chiave:

  • Blu petrolio come colore principale: profondo, moderno e professionale. Comunica solidità, affidabilità e competenza — valori che definiscono l’approccio strategico dell’agenzia.

  • Accento arancione: un dettaglio minimo ma potentissimo, inserito nella “i” del logo. Un colore caldo, energico e creativo, che rappresenta l’elemento umano, l’idea brillante, lo “scatto” di innovazione che Creabit porta nei progetti dei clienti.

A completare l’identità visiva, spazi puliti, bianco e toni neutri permettono al logo di respirare e di emergere con massima leggibilità.
Questa combinazione cromatica non è casuale: nasce per rendere Creabit immediatamente riconoscibile, elegante e professionale, ma con un tocco di personalità che rompe gli schemi.

Una palette progettata per funzionare alla perfezione in ogni contesto digitale — dal sito web ai social, dai materiali ADV alle presentazioni — mantenendo sempre coerenza, impatto e identità.

Ma ora… sentiamo cosa hanno da dire Marco e Serena, i protagonisti del nostro rebranding!

Marco, CEO di Creabit

Marco, qual è stato il momento esatto in cui hai sentito che Creabit aveva bisogno di un rebranding? C’è stato un “campanello” che ti ha fatto scattare la decisione?
Lavorando ogni giorno per quindici anni dentro Creabit, spesso non ti accorgi di quanto sia necessario fermarti e guardarti davvero allo specchio. Abbiamo dedicato anni a ridefinire l’identità di tanti clienti, a disegnare per loro nuovi inizi, nuovi simboli, nuove narrazioni. E mentre lo facevamo, quasi senza accorgercene, ci stavamo tenendo addosso un vestito che non ci rappresentava più.
Il vero campanello è suonato in un momento semplice, ma rivelatore: mentre stavamo consegnando l’ennesimo rebranding a un cliente, mi sono reso conto che quella cura, quella precisione, quella voglia di raccontare chi sono gli altri… non la stavamo riservando a noi. Creabit era cambiata profondamente: nel 2009 eravamo una realtà che viveva solo di sviluppo e codice per app; oggi il nostro cuore batte nel digital advertising, nella strategia, nella creatività che genera valore. Eravamo diventati una cosa nuova, ma con l’identità di un’altra epoca.
In quel momento ho capito che non potevamo più rimandare: dovevamo raccontare chi siamo oggi e chi saremo domani, non chi eravamo ieri.
Cos’è stato più difficile: prendere la decisione di cambiare… o accettare che il vecchio logo doveva lasciare spazio a qualcosa di nuovo?
Sono sincero: ero davvero affezionato al vecchio logo. Quelle linee morbide, quei bit che si intrecciavano come una doppia elica di DNA rappresentavano un legame simbolico tra noi e i nostri clienti. Era un marchio che aveva accompagnato ogni tappa del nostro percorso, e lasciarlo andare non è stato affatto semplice.
 
La parte più difficile non è stata decidere di cambiare, ma accettare che quel simbolo – così familiare e così nostro – dovesse fare spazio a qualcosa di nuovo. Dentro di me c’era un timore molto umano: “I nostri clienti ci riconosceranno ancora? Capiranno che siamo sempre noi, anche con un volto diverso?”.
 
Poi ho guardato la verità con lucidità: quell’identità non era mai stata realmente coordinata, era nata in un’epoca senza social, in una fase di puro entusiasmo da startup, quando bastava un’idea e tanta energia. Ma oggi Creabit è un’altra storia. È crescita, è consapevolezza, è visione. Continuare a usare un’identità del passato significava non onorare quello che siamo diventati.
 
A quel punto ho capito che non stavamo semplicemente sostituendo un logo, ma permettendo al nostro brand di crescere insieme a noi. Serviva un’identità capace di parlare con la stessa maturità, ambizione e chiarezza che oggi definiscono Creabit. Una nuova forma per la stessa anima, finalmente all’altezza della strada che abbiamo percorso e di quella che vogliamo ancora tracciare.
Il rebranding è anche un messaggio verso i clienti. Qual è il “non detto” che volevi comunicare con questo cambiamento?
Il rebranding, per me, era un modo per dire ai nostri clienti qualcosa che finora non avevamo mai espresso con piena chiarezza. Volevo che la nuova identità visiva raccontasse, prima ancora delle parole, che Creabit oggi è un partner maturo, con quindici anni di esperienza sulle spalle, cresciuto insieme all’evoluzione del digital advertising fin dai suoi inizi. Da qui la scelta del pixel: l’unità minima, il bit che dà forma a tutto. Un simbolo semplice, essenziale, ma profondamente legato alla nostra storia.
 
La vecchia identità non riusciva più a far percepire chi siamo realmente. Era un vestito che non metteva a fuoco la nostra solidità, la nostra precisione, la nostra visione contemporanea. Con il rebranding, invece, il messaggio è immediato: ci vedi per quello che siamo diventati.
 
E poi c’è quel quadratino arancione. La prima volta che l’ho visto ho intuito qualcosa che andava oltre il design: sembrava un punto alla fine di una frase. Ed è lì che ho capito qual era il vero “non detto” da comunicare con questo cambiamento.
 
Hai trovato il partner giusto. Punto.
Come hai collaborato con Serena in questo processo? C’è stato un momento creativo che ricordi con un sorriso?
In questa domanda c’è davvero la verità del processo, perché più che i miei, i suoi sorrisi sono stati tanti, e ognuno portava con sé un’emozione diversa. Il primo lo ricordo perfettamente: sono andato da Serena e le ho chiesto cosa pensasse dell’idea di rifare tutto, di rivoluzionare l’identità di Creabit. Quel sorriso non era sorpresa, era riconoscimento. Era il sorriso di qualcuno che ci aveva già pensato, che aspettava solo il momento giusto per mettere le mani su ciò che più ci rappresenta.

 

Poi sono arrivati i sorrisi più difficili: quelli di pazienza, quando commentavo ogni dettaglio, ogni proposta, ogni variante. Ne abbiamo prodotte decine, tutte valide, tutte piene di idee… ma nessuna riusciva davvero a vestirci. E ogni mio feedback portava con sé un sorriso gentile, ma fermo, di chi sa che il processo creativo richiede tempo e coraggio.

 

E per me c’è stato un ulteriore ostacolo emotivo: accettare di rivoluzionare anche i colori che ci avevano accompagnato per anni. Quel blu e quell’arancione così intenso erano parte di noi. Ma Serena, insieme alla mia partner Monica, sono riuscite nell’obiettivo più complesso: aprire la strada a una nuova era cromatica, capace di comunicare un’identità meno scanzonata e molto più professionale, allineata alla Creabit che siamo oggi.

 

E poi è arrivato il momento che aspettavamo: la proposta giusta, quella in cui tutto si è allineato. Il nostro quadratino arancione. Il sorriso finale è stato diverso da tutti gli altri: era il sorriso di chi sa di aver fatto centro, di aver trovato finalmente la nostra forma.

 

Avere una creativa come Serena dentro Creabit è una fortuna vera, e questo rebranding lo dimostra.
Quali vantaggi credi che il rebranding porterà alle aziende che scelgono Creabit nei prossimi anni?
Il rebranding non è stato solo un cambio di logo, di identità visiva o di sito web. È stato un cambio di pelle, di prospettiva, di ambizione. Abbiamo ripensato noi stessi: mission, vision e direzione dei prossimi cinque anni. Questo significa che le aziende che sceglieranno Creabit beneficeranno di un partner più consapevole, più strutturato e più completo.

 

Negli anni abbiamo ampliato i servizi molto più di quanto il vecchio brand lasciasse intuire: dagli eventi alla comunicazione offline, dalla cartellonistica agli stationary, fino alle innovazioni del 2025 come i chatbot AI e i video avatar generati con l’intelligenza artificiale. Oggi siamo in grado di coprire ogni angolo della comunicazione di un’impresa.

 

Il vero vantaggio per i clienti è questo: un partner unico che lavora a 360° sulla loro identità, sulla loro strategia e sulla loro crescita. Dalla definizione di un piano marketing annuale fino alla gestione quotidiana di sito web, social, newsletter, materiali fisici, eventi e tutto ciò che riguarda la presenza del brand.

 

Un unico referente, un’unica visione, un’unica direzione.
Per ottenere i risultati giusti senza dispersioni o incoerenze.

Serena, Graphic Designer

Serena, da designer, qual è stata la tua prima sensazione quando hai ricevuto da Marco l’incarico di rifare completamente il brand Creabit? Ci avevi già pensato prima che te lo chiedesse?
Quando Marco mi ha proposto di lavorare sull’identità visiva di Creabit sono stata davvero contenta. A dire la verità ci stavo già pensando da un po’: conoscendo lui e iniziando a capire come funziona l’agenzia, mi ero resa conto che l’identità visiva attuale non raccontava davvero chi siamo.
Marco è super professionale e affidabile, ma anche ironico e leggero nel modo di lavorare. E Creabit riflette esattamente questo mix: siamo seri quando serve, ma siamo anche persone sincere, alla mano e ci divertiamo mentre facciamo il nostro lavoro. Il vecchio marchio non comunicava niente di tutto questo, e da qui è nata la voglia di ripensarlo completamente.
Il quadratino arancione della “i” è diventato un elemento distintivo. Com’è nato quel piccolo ma potentissimo accento grafico?
Il pixel stondato nasce dall’idea iniziale di inserire un elemento digitale all’interno del logotipo, qualcosa che richiamasse in modo immediato il nostro mondo. Nel progettare il simbolo, però, mi sono resa conto che il pixel nella sua forma più rigida (il classico quadrato netto e spigoloso) non rifletteva affatto la nostra personalità.
Insieme a Marco abbiamo quindi scelto di ammorbidire i bordi, trasformando quel pixel in un segno più fluido e accogliente. Una scelta che rappresenta perfettamente la nostra identità: siamo professionali, sì, ma anche spontanei, leggeri e tutt’altro che “squadrati”.
Il pixel rimane un richiamo chiaro al digitale, ai media e alla comunicazione visiva, ma diventa anche un simbolo di ciò che siamo noi: un team che unisce competenza e umanità, tecnica e creatività.
Ci racconti un aneddoto divertente o un momento inaspettato avvenuto durante il processo creativo?
Uno dei momenti più divertenti dell’intero processo è stato convincere Marco ad abbandonare l’identità visiva precedente, completamente basata sul cerchio e sulle forme morbide, per abbracciare l’idea del pixel, quindi una forma più geometrica e digitale.
È stato bello osservare il suo percorso: all’inizio non era per niente convinto, dopo dieci anni di coerenza visiva era comprensibile che facesse fatica ad immaginare un cambiamento così drastico. Ma riunione dopo riunione, proposta dopo proposta, l’ho visto aprirsi sempre di più alla nuova direzione creativa.
Alla fine siamo arrivati a una soluzione che ha convinto tutti, e vederlo passare dal dubbio all’entusiasmo è stato decisamente gratificante.
Qual è stata la sfida più grande: alleggerire il logo, renderlo più moderno o trovare un equilibrio tra identità storica e nuova visione?
La sfida più grande, in realtà, non è stata né alleggerire il logo né renderlo semplicemente più moderno. La vera complessità è stata trovare un punto d’incontro tra la mia visione progettuale e quella di Marco.
Quando ho iniziato a lavorare al rebranding ero in agenzia da pochissimo: conoscevo ancora poco Marco, il suo gusto estetico, il suo modo di interpretare la comunicazione, e non avevo ancora una visione completa delle dinamiche interne né della storia del brand. Mi sono quindi trovata a dover progettare non solo un’identità visiva, ma anche un linguaggio comune tra noi due.
Con il tempo, osservando l’agenzia dall’interno, ascoltando la sua storia e il modo in cui il team vive e interpreta Creabit, ho iniziato a mettere a fuoco ciò che davvero serviva. È stato un processo graduale: più conoscevo il passato del brand e più mi era chiaro come traghettarlo verso il futuro senza snaturarlo.
Alla fine, la vera sfida è stata proprio questa: costruire un equilibrio credibile e coerente tra ciò che Creabit è sempre stata e ciò che vuole diventare. E trovare quella sintesi visiva che rappresentasse entrambi: Marco come fondatore e me come designer che ne sta reinterpretando l’identità.
Guardando il risultato finale, cosa ti rende più orgogliosa? E cosa speri che percepiscano clienti, partner e utenti quando vedono il nuovo brand Creabit?
Quello che mi rende più orgogliosa è la sensazione di aver aperto una nuova fase nella storia di Creabit. Guardando il risultato finale, vedo un’identità visiva che non solo è stata aggiornata dopo quindici anni, ma che racconta con più sincerità chi siamo oggi e dove vogliamo arrivare.
Spero che chi entra in contatto con il nuovo brand percepisca proprio questo: l’inizio di una nuova era, la nostra voglia di evolverci, di ampliare le competenze, di metterci continuamente alla prova.
Il rebranding non è stato solo un esercizio estetico, ma un modo per dichiarare che siamo in movimento, che cresciamo e che abbiamo lo sguardo rivolto al futuro. Mi piace pensare che questo cambiamento possa trasmettere solidità, freschezza e allo stesso tempo curiosità verso ciò che verrà, un passo alla volta.

Quindi cosa si cambia con il Rebranding? (Spoiler: tanto!)

Logotipo

Il nuovo logotipo rappresenta il cuore del rebranding. Non comunica solo professionalità e identità distintiva, ma le persone che ci sono dietro. È pensato per funzionare perfettamente sia in grande formato sia in miniatura.

Palette colori

La palette deve essere riconoscibile e uniforme: l’obiettivo resta il saper creare un equilibrio tra affidabilità e identità, dando coerenza a tutte le comunicazioni.

Tipografia

Il nuovo set di font è più pulito, digitale e leggibile. Supporta la brand identity con uno stile contemporaneo che funziona bene sia sul web sia sulla stampa, facilitando la creazione di contenuti armoniosi e professionali.

Sito web

Il sito viene completamente ripensato: nuova struttura, nuovo design e nuove dinamiche di navigazione. Pagine più chiare, contenuti più accessibili e un’estetica coerente fanno del sito un touchpoint fondamentale per raccontare il nuovo posizionamento del brand.

Immagini profilo e cover social

Ogni piattaforma social — da Instagram a LinkedIn — riceve un aggiornamento visivo. Il logomark diventa protagonista delle immagini profilo, mentre le cover adottano palette e stile aggiornati per comunicare coerenza su tutti i canali.

Template social

Post, reel cover, caroselli e stories vengono riprogettati con il nuovo stile grafico. Questo permette al brand di riconoscersi immediatamente nel feed, creando un’identità forte e uniforme anche nei contenuti quotidiani.

Biglietti da visita

Il rebranding si riflette anche nei materiali fisici: i biglietti da visita adottano il nuovo layout, la nuova palette e la nuova tipografia, diventando un’estensione tangibile dell’identità aggiornata.

Carta intestata e documenti aziendali

Preventivi, contratti, presentazioni e layout amministrativi vengono uniformati al nuovo stile, migliorando la professionalità percepita e rendendo ogni documento immediatamente riconducibile al brand.

Brochure, cataloghi e materiali cartacei

Tutti i materiali promozionali stampati vengono aggiornati con un design più moderno e coerente, permettendo di presentarsi ai clienti con un’immagine fresca e coordinata.

Firma email

Anche la comunicazione quotidiana si rinnova: la nuova firma email integra logo, palette e struttura minimal per comunicare ordine, professionalità e cura del dettaglio ad ogni invio.

Concludendo… siamo ancora noi! Ma ci siamo innovati di brutto

Il rebranding di Creabit rappresenta un nuovo capitolo nella nostra storia.
Un’identità più definita, un’immagine più moderna e un messaggio più forte: oggi siamo pronti a comunicare chi siamo davvero — un’agenzia creativa e strategica che mette al centro le persone, i dati e l’innovazione.

Il rebranding non è un traguardo, ma un punto di ripartenza.
Con il nuovo logo, il sito rinnovato e la nuova comunicazione più chiara, Creabit guarda al futuro con lo stesso spirito innovativo che l’ha fatta nascere.

Questa evoluzione è un invito anche per i nostri clienti: non temere di cambiare.
Il cambiamento, se guidato da una strategia solida, può diventare la leva più potente per distinguersi, farsi ricordare e crescere.

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